Torna il Pagellone più temuto dalle squadre del TDF: abbiamo dato i voti all’edizione 2021. Buon divertimento!

DANIMARCA 5.5
Finita in un girone di ferro a calcio, ha purtroppo rimediato due figuracce, abbandonando subito la competizione. Storia ben diversa sul cemento, dove sono arrivate due sconfitte onorevoli contro Italia e Bulgaria: solo l’enorme fisicità dei Micolucci ha negato quello che sarebbe stato un meritato passaggio del turno. Mezzo voto in più per la voglia messa in campo in entrambi gli sport, consapevoli dei propri limiti.
Scomodo Cuscinetto.

RUSSIA 7.5
Primo anno. Primo trofeo.
Certo, il Fair Play non è il più ambito ma conquistarlo non è affatto facile.
Il doppio quarto di finale e il pareggio con il Qatar sono le cose da cui ripartire. Una delle più belle soprese della sedicesima edizione.
Bravi.

SVIZZERA 7
Si presentano con la defezione dell’ultimo momento di Emanuele Trapani, che nel basket poteva essere una spina nel fianco per chiunque. Arriva comunque la semifinale, persa alla bella contro il Venezuela. Stesso epilogo nel calcio, ma ai quarti e dopo aver fatto tremare fino all’ultimo minuto i cugini Zitti.
Con una aggiunta possono puntare alle medaglie.
Solidi.

KENYA 5
Costruita da tempo, la squadra a calcio è buona: due finalisti, un portiere esperto e D’Aloisi a far legna. Manca quel qualcosa in più per resistere fino alla fine e non perdere all’ultimo secondo.
Insufficienti per l’assenza nel torneo di basket: il TDF è particolare perché competizione doppia. Comprenderlo è il primo step da fare.
Rivedibili.

AFGHANISTAN 6
Per scontrarsi con dei mostri sacri del TDF ci vuole audacia. L’esordio è incoraggiante se si pensa che le due partite decisive le hanno giocate fino alla fine. Lo spirito è giusto. Manca l’esperienza. I ragazzi “si faranno” e ne sentiremo parlare.
Promettenti

ANGUILLA 6.5
Una delle squadre che si è distinta per non aver mai mollato. Il girone nel calcio era proibitivo, ma sia la Svizzera che i campioni della Bulgaria hanno dovuto sudare sette camicie per vincere. Meglio nel basket dove, superato il primo turno, si sono arresi alla più forte Italia con uno scarto complessivo di soli 13 punti nelle due gare.
Guizzanti.

JAMAICA 6.5
Alla prima partecipazione raggiungere due quarti di finali non è da tutti. Mezzo voto in meno per la  sconfitta a sorpresa nel basket contro il Venezuela: senza quella il cammino verso la finale sarebbe stato più agevole.
Buon inizio.

CONGO 8
La storia si ripete ancora. Il TDF non riescono a portarlo a casa, ma se arrivi quattro volte in finale a calcio negli ultimi sei anni qualcosa vorrà pur dire.
Mozzafiato la semifinale con il Qatar vinta all’ultimo con il gol di Di Giovanni.
A basket poco attrezzati sono usciti dopo il forfait contro Anguilla.
La medaglia rimane quella d’argento, chissà se con Massimo in finale la storia sarebbe stata la stessa.
Maledetti.

ITALIA 6+
La vincitrice del preTorneo: team completo, testa di serie, accreditata da tutti come pretendente seria al trofeo.
Si presenta, nel calcio, con 14 gol alla povera Danimarca: prova di forza, unica e sola. La Bulgaria (all’ultimo secondo) e il Qatar (sfruttando l’ infortunio di Di Girolamo) la buttano fuori.
Nel Basket, escono per mano dei D’Eustachio in una semi tutt’altro che combattuta.
Ci aspettavamo di più. Noi e loro.
Sufficienza striminzita ma non può bastare così.
Floppino.

BULGARIA 9
Alla prima partecipazione (per molti di loro) arriva il colpo grosso. Costruiti a tavolino per vincere: con Bizzarri macchina da gol, Mauti trascinatore in difesa, e un Simone Micolucci insuperabile fare 5/5 è stato un gioco da ragazzi.
Nel basket pesa l’assenza di Neri. Con Stefano Micolucci il gioco si è sposato molto più sul perimetro. Il calo fisico li condanna all’uscita ai quarti.
Veni, vidi, vici.

VENEZUELA 8,5
Parlare di sorpresa per una delle squadre storiche del TDF pare quasi stonato. Eppure Mariani, Recchia, Zitti, Collevecchio al primo anno da non-testa di serie raggiungono la finale. E questa, sì che é una sorpresa.
Nel calcio si fermano alle semifinali contro una Bulgaria costruita per la coppa.
Non sono nell’albo d’oro come accade per tutti i TDF di numero pari. Ci riproveranno, come al solito.
Testa di serie.

QATAR 10
Le parole non bastano. I voti neanche.
Vincere non è per tutti.
Farlo per cinque anni consecutivi (sei nel basket) è roba impressionante.
Smentiscono i bookmakers che li davano perdenti.
Tra cinquant’anni quando leggeremo Qatar nell’albo, racconteremo di ragazzi invincibili. Ora ce li godiamo perché la storia sembra non finita qua.
Manca la Lode: quella la conserviamo per il triplete.
Imbattibili.