L’ultimo applauso per te, Nonno!

SI È SPENTO VENERDÌ NOTTE IL NONNO CORRADINO, PAPÀ DI TOMMASO, COSTANTE PRESENZA DEL TDF

13 agosto 2018: Corradino Di Febo pronto come da tradizione a consegnare il Trofeo

“Un applauso, lo chiedo per qualcuno che oggi aspettavo in prima fila, come tutti gli anni: mio nonno Corradino“

La cerimonia finale del quindicesimo TDF, si era aperta così. Con un applauso per te.
Non c’eri perché non te la sentivi, ma chiamandoti, prima dell’inizio, mi avevi rassicurato che c’eri e ci saresti stato con il pensiero.

Oggi quell’ applauso lo chiedo di nuovo a tutti.
A tutti quelli che ti hanno conosciuto.
A tutti quelli che ti hanno parlato.
A tutti quelli che ti hanno visto fare, durante questi anni, quel gesto tanto semplice quanto irrinunciabile della consegna del Trofeo.
Trofeo che, per quanto diventasse negli anni sempre più pesante, rappresentava per te la vera essenza del Torneo.

Oggi, mentre ti accomodi nel posto d’onore che la tribuna Celeste del TDF ti ha riservato, quel premio te lo consegno io.

Consapevole però, che in tutte le prossime edizioni, troverai il modo per alzarti e consegnarlo, come da tradizione, ai vincitori.

A presto,

Il TDF

Ciao Franco, l’arbitro del TDF!

Franco Bei, l’arbitro del TDF dal 2014 al 2019, scomparso a causa di un incidente in moto.

Attento, ligio, appassionato.
Se dovessi riassumere quello che Franco Bei era al TDF non riuscirei a trovare parole migliori.

Era attento sempre ad ogni particolare: il Torneo non era sicuramente tra le competizioni più prestigiose che aveva diretto, eppure Franco desiderava la stessa dovizia di particolari richiesta per una partita di campionato professionistico.
Era attento a quel faro all’angolo che era posizionato male e che in quel modo faceva perdere una parte dell’illuminazione. “Mi raccomando” mi aveva detto, “per l’anno prossimo fatemelo trovare riparato“.
Era attento a far indossare le pettorine ai portieri e me ne aveva fatte acquistare di diversi colori, proprio perché nulla doveva essere lasciato al caso.
Era attento ai giocatori: ricordava chi gli avrebbe potuto creare più problemi; osservava spesso i loro atteggiamenti in campo e spesso, al tavolo, si chiedeva a lui il consiglio decisivo per assegnare l’ MVP.

Era ligio.
Se la prima partita iniziava alle 21, lui alle 20.30 era lì già pronto. E vi assicuro, mi, ci metteva in crisi perché il più delle volte il tutto non era ancora pronto.
Era ligio alle regole che, prima che potessero essere adottate, dovevano passare al suo vaglio.
Era ligio all’ impegno preso, in qualunque caso.

Era appassionato.
Si, la passione: perché per stare ore in piedi ad arbitrare partitelle di beach soccer sulla sabbia, di passione devi possederne, e tanta.
La passione di chi ama il suo lavoro, che poi lavoro non era.
La passione di chi si è affezionato a quel torneo che “cresce ogni anno di più” e alla cui crescita lui stesso ha contribuito.

L’ho conosciuto sei anni fa e da quel momento non ha mai smesso di esserci.
Tra di noi valeva la parola data durante la finale dell’estate precente, e che poi ci confermavamo a Giugno in pochi messaggi.

“Ci vediamo l’anno prossimo, si?”
“Si si, poi ci sentiamo.”

Già.
Ci sentiamo.

Grazie di Tutto, Franco!

Il TDF, che di te non si dimenticherà.

50 giorni tra un messaggio, un mattone e una pagina instagram

L’EDITORIALE DELL’ORGANIZZATORE A CINQUANTA GIORNI DALL’INIZIO

50 giorni alla prima palla a due.
50 giorni al primo calcio di inizio.
50 giorni all’inizio di un TDF che raggiunge un significativo traguardo.
Sarà, per me, inoltre la decima volta alla guida del Torneo dei grandi: un piccolo anniversario personale, che basterebbe a descrivere l’importanza che avranno i giorni che ci distanziano dal prossimo 6 agosto.

Saranno i vostri cinquanta giorni.
Saranno quelli dove tra le diverse pagine da studiare, imparare e ripetere, sbircerai il telefono in attesa del messaggio in cui quell’amico, quello più bravo del gruppo, conferma la sua presenza nella squadra che stai formando: “dai che quest’anno spacchiamo”.
Saranno quelli dove tra un lavoro da portare a termine o magari quello appena iniziato, inizierai ad immaginare l’esultanza da fare in caso di gol: “ti giuro che se segno, lo faccio”
Saranno quelli dove “un sabbione” in più lo giochi per entrare in condizione o quelli in cui ti fai “due tiri a canestro” per prendere le misure.

Saranno i nostri 50 giorni. Saranno quelli in cui la parola d’ordine diventa: Costruire.
Sarà infatti il tempo in cui noi Staff, tra un argomento da ripetere, un lavoro da consegnare al capo o una tesi da preparare, ci sentiremo e confronteremo per dare forma a quei progetti architettati e pensati negli ultimi mesi. Costruiremo su delle fondamenta già presenti e ben consolidate: quelle gettate quindici anni fa e su cui ogni anno rimontiamo i diversi mattoni, per creare un palazzo sempre diverso e affascinante.
Il primo, tra i mattoni, lo abbiamo già inserito, svelando le date (è il torneo più lungo della storia).
Un altro lo porremo giovedì, quando apriremo le pre-iscrizioni per le squadre che hanno partecipato nel 2018. Quella per noi, sarà già una interessante prova di ingresso per capire quanto bene o (ahinoi) male abbiamo fatto nell’anno passato e ci indicherà la meta a cui potremmo aspirare quest’anno (l’obiettivo, poco celato, è quello delle sedici squadre).
Gli altri, verranno con il tempo.

Saranno cinquanta giorni da vivere insieme.
Insieme a interviste che ci raccontano il torneo visto dai vostri occhi.
Insieme a foto che riaccendono qualche ricordo di estati passate.
Insieme a pagine Instagram (una delle novità inserite dai partecipanti smaniosi di TDF) che trasformano l’attesa in sfottò e in motti che spronano i propri guerrieri alla futura battaglia.
E che, in fondo, rendono ancor più attraente, intrigante e divertente il torneo, ponendosi come rigogliosi giardini intorno a quel palazzo che stiamo costruendo.

E che in 50 giorni, ve lo prometto, sarà il palazzo più bello del mondo.